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Dimmi come ridi e ti dirò chi sei

Dimmi come ridi e ti dirò chi sei

Qual è il tuo modo di ridere? Ogni risata rimanda a una sua situazione e a emozioni diverse, ma può anche dirci qualcosa sul carattere di una persona. È risaputo che ridere fa bene, non solo all’umore ma anche al corpo, come molti studi confermano. Non tutte le risate però sono uguali!

Tecnicamente una risata è l’emissione di aria modulata in modi differenti, che produce una serie di suoni dal timbro vocalico (ah, eh, ih, oh, uh) della durata di circa 1/15° di secondo, regolarmente intervallati da loro, preceduti e seguiti da un breve respiro.

Ah, ah, ah, ah!

Grassa e a bocca spalancata, sorge spontanea dalla pancia ed esprime una tensione che, espandendosi nell’ambiente, lo riempie di energia. Il suo “impatto” dipende dalla sua intensità e dalle circostanze in cui si manifesta: se eccessiva può diventare fastidiosa per gli altri, in particolare se la persona che ride, magari inconsapevolmente, ha bisogno di attirare o di essere al centro dell’attenzione degli altri. È però anche la risata dell’armonia condivisa e della spontaneità amicale.

Eh, eh, eh, eh!

La risata che, da qualcuno, viene definita maligna: sembra povera di spontaneità, come fosse filtrata dalla gola e, a volte, può assumere caratteristiche di scherno verso altre persone. Prevalentemente è una risata che non attrae e, spesso, sembra respingere, forse anche come espressione di timidezza. È un tipo di risata a bassa voce, a volte usata per mascherare il non avere capito o compreso appieno qualche cosa detta.

Ih, ih, ih, ih!

Per certi aspetti simile a quella precedente, appare come fosse striminzita e anche un poco schizzinosa. È definita come la risata dello stitico (non fisico ma mentale) e si esprime a bocca chiusa, come se non potesse o non volesse uscire. È anche un tipo di risata mascherata sotto i baffi, propria di quelle persone che, nelle relazioni, usano l’astuzia.

Oh, oh, oh, oh!

La risata della sorpresa, che si manifesta al di là del tentativo di controllare l’emozione che nasce dall’incontro con una situazione imprevista, che scompiglia la routinaria regolarità di un evento. Una risata della pruderie, ambivalente di fronte alla trasgressione espressa dal fatto comico, che deborda dalla condizione abituale e che suscita compiacimento ed imbarazzo: “mi piacerebbe e vorrei, ma non posso”.

Uh, uh, uh, uh!

Non bene definibile e non molto comune, più che una risata sembra l’espressione grafica che, in certi fumetti, illustrava a livello sonoro la comparsa di una fantasma. È una risata che forse tende a negare o compensare una risposta timorosa nei confronti di un evento sorprendente e non gradito, ma anche mischiata a una mascherata disapprovazione dell’evento stesso.

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