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Le regole dell’improvvisazione

Adulti che fanno un corso di teatro

Oggi parliamo di improvvisazione!

Improvvisare che vuol dire? Spesso dagli allievi del nostro corso di recitazione sento dire frasi del tipo “Ah, sì, improvvisare deve essere bellissimo… puoi fare quello che vuoi!” oppure “Certo l’improvvisazione ti fa uscire da ogni schema” o ancora “Quello che mi spaventa dell’improvvisazione è la mancanza di regole” e simili…

In effetti improvvisare non è così semplice. Non basta essere spigliato, libero dagli schemi e molto fantasioso.

Faccia di un clown donna che esprime stupore

Certo, queste sono tutte qualità che possono aiutare l’improvvisatore. MA… C’è un ma!

A dispetto di quanto molti possano credere l’improvvisazione è piena di regole. Proprio così! E’ senz’altro un gioco. E, come ogni gioco, ha delle regole ben precise. La libertà dell’attore nasce dalla sua capacità di muoversi con grande dimestichezza all’interno di schemi molto ben definiti. Le uniche cose a non avere limiti nell’improvvisazione sono l’immaginazione e la fantasia.

Ma quali sono le “regole” dell’improvvisazione?

Disegno di un antico romano che scolpisce delle regole su pietra

La prima regola è quella del “Sì!”. Gli attori devono sempre accogliere le proposte degli altri attori o quelle del pubblico con un “Sì”. Mai negare, ma accogliere e controbattere. In questo modo si evita un discorso fatto di proposte bloccate che non porta a niente se non ad altre proposte bloccate, innestando un gioco fatto solo di muri, dove mancherebbe un reale dialogo e ci sarebbe piuttosto un continuo scambio di “Io invece dico che…”

La seconda regola scaturisce un po’ da questa prima ed è l’ascolto. Importantissimo è avere occhi e orecchie dappertutto, anche dietro la testa! In questo modo saremo in grado di approfittare di ogni input esterno.

La terza regola, anche questa strettamente connessa alle prime due, è capire quando guidare, essere protagonisti, leader e quando invece seguire, lasciando parola e spazio ai compagni di scena. Altrimenti si rischierebbe di cadere in una sorta di tunnel della non-interazione nel quale ci sarebbe sempre uno solo che propone e gli altri che rispondono passivamente. A lungo andare ciò ucciderebbe la fantasia e la creatività.

Quadro di Kandinsky

Infine ci sono le regole dettate di volta in volta dal gioco teatrale che si sta giocando. “Paletti” che spesso vengono anche dati dal Master del Match o dal pubblico stesso. Ad esempio parlare senza mai pronunciare parole con la “S” o solo attraverso domande. Oppure muoversi solo con movimenti di un certo tipo, o non muoversi affatto. O ancora, inserire quanto più velocemente possibile elementi suggeriti all’improvviso e apparentemente senza alcun nesso logico con quanto sta accadendo sulla scena e così via…

Se si riesce a rispettare queste importanti regole e a lasciare a briglia sciolta la nostra fantasia, allora improvvisare diventa divertentissimo e ci fa sentire realmente liberi di muoverci come vogliamo! E, al tempo stesso, diventa un enorme calderone di possibilità creative, alimentato senza sosta da tante, varie e diverse menti immaginative.

Lampadina accesa sopra una testa

Se anche tu vuoi provare l’ebrezza dell’improvvisazione, allora resta connesso! Prestissimo torneranno i nostri stage di improvvisazione 😉

Se invece sei stato così fortunato da averne già fatto almeno uno, allora lascia un tuo commento qui sotto con la tua esperienza!

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