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SCOPRI COME ALLONTANARE OGNI ANSIA DA MEMORIA, E SIGILLARE LE BATTUTE DEL TUO PERSONAGGIO NELLA TUA MENTE!

Cervello dal quale escono fumetti vuoti e fumo

È tempo di spettacolo a DiverTeatro, quindi questo mese ci dedicheremo ad un argomento che potrà esserti molto utile: la memoria.

Quanto è importante la memoria? È davvero fondamentale recitare le frasi in maniera precisa?

Quanto è possibile improvvisare e quando conviene farlo?

In questo articolo troverai le risposte a tutte queste domande, oltre qualche piccolo consiglio pratico per arrivare preparati allo spettacolo, senza l’ansia di dimenticare la parte e in modo da affrontare al meglio lo spettacolo!

La risposta alla prima domanda è abbastanza scontata, ma è meglio ripetersi e dire una cosa in più che una in meno.

La memoria è fondamentale per la riuscita di una performance, infatti solo nel momento in cui non dovrai pensare alle parole esatte da dire potrai concentrarti su quello che fa la differenza: solo allora potrai immedesimarti a fondo e sentirti nel personaggio.

È vero c’è chi è multitasking, ma fidati che sono molti gli spettatori che si accorgono quando stai pensando alle battute invece che vivere la storia e le emozioni del tuo personaggio.

E io non credo che tu voglia che vedano questo. Giusto?

Inoltre se non vivi TU il personaggio, difficilmente riuscirai a far vivere delle emozioni a chi ti sta guardando.

È DAVVERO FONDAMENTALE RECITARE LE FRASI IN MANIERA PRECISA?

È molto importante rimanere fedeli alle battute scritte dall’autore: non è solo una questione di rispetto.

Devi ricordarti che c’è sempre un motivo perché è stata usata una parola piuttosto che un’altra. Non sta certo a te cambiarla!

Per quanto a volte anche la sua scelta sia discutibile, è solo il regista che dovrebbe fare delle modifiche al copione: per adattare il testo ad una determinata situazione, modernizzare linguaggio, eccetera.

Ma tu non sei il regista, quindi sì: devi studiare la parte con molta precisione!

Quindi se mentre ripeti, noti (o ti fanno notare) che usi spesso dei sinonimi, fai uno sforzo in più e cerca di memorizzare con le parole giuste.

Ma allora non mi è permesso proprio nessuno sgarro?

Certo, se sei in scena e dimentichi una parola o una frase puoi – anzi DEVI – improvvisare ed esprimere il concetto del personaggio a parole tue, ma si deve trattare di un’eccezione.

I lapsus compaiono anche a chi ha una memoria ferrea, quindi è indispensabile saper un minimo improvvisare in scena, per non fermare il lavoro e quindi distrarre te stesso e gli altri attori.

Ma una volta finita la prova, o la replica, devi immediatamente tornare sul copione e riguardarti il punto in cui hai avuto qualche difficoltà di memoria, in modo da evitare il rischio di ricascarci alla replica seguente.

COME STUDIARE UNA PARTE

Una volta che la memoria è solida, non c’è bisogno di pensare più di tanto al testo:

le battute verranno da sé e finalmente potrai goderti la parte più bella del lavoro dell’attore.

In particolar modo, più avrai memorizzato in maniera tecnica e neutra le tue battute, più potrai focalizzarti sulle sfumature, provare e sperimentare.

Non fare memoria interpretando ciò che dici.

Ripeti le frasi in maniera neutra, senza rispettare la punteggiatura, senza metterci l’intenzione.

Solo così potrai testare e scoprire gli infiniti modi che ci sono per dire la più semplice delle battute.

Evita anche la gestualità. Altrimenti all’indicazione del regista di cambiare un gesto, per esempio, rischierai di andare in palla, perché QUEL gesto che usavi ti ricordava QUELLA parola…

Pensa solo alla sequenza delle parole.

ISTRUZIONI PER L’USO…

Esempio:

Leggi una volta l’intera riga dalla prima parola all’ultima (da “Senti” a “la”), senza badare ai punti e alle virgole. Poi ripetila nuovamente. E ancora.

Dopodiché comincia a provare a dirla senza guardare il testo, sempre nella stessa maniera neutra di prima.

Quando avrai memorizzato abbastanza bene quella riga, passa alla riga successiva (da “gavetta” a “avvilisci”), e così via.

Per unire le frasi prendi la fine di una riga e l’inizio di quella successiva e ripetile in ordine nella solita maniera neutra (es. “li ho passati a far la gavetta porta-pacchi piazzista”).

Questo ti aiuterà a connettere le righe che avevi studiato in precedenza singolarmente, per andare a formare tutta la battuta/monologo.

Beh, direi che per oggi abbiamo finito!

Spero tu abbia un testo sul quale testare i nostri consigli, altrimenti, semmai ti volessi iscrivere al nostro corso, ne avrai di certo l’occasione!

Mi raccomando: facci sapere com’è andata commentando qui sotto e se l’articolo ti è piaciuto o lo reputi interessante condividilo con chi potrebbe averne bisogno! 😉

Alla prossima!

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