Top 3 tipi di spettatore che puoi trovare a teatro

spettatori molesti

Ammettiamolo: andare a teatro è un’esperienza magnifica. Le luci che si abbassano, il sipario che si alza, la magia della recitazione dal vivo… e poi ci sono loro. Gli altri spettatori.

Perché diciamoci la verità: a volte lo spettacolo vero non è sul palcoscenico, ma sulle poltroncine intorno a noi. Se bazzichi i teatri da un po’ (o anche se ci sei stato una volta sola per sbaglio), avrai sicuramente incrociato almeno una di queste tre leggendarie categorie umane.
Ecco la top 3 tipi di spettatori che puoi trovare a teatro!

1. Il “Critico da Bar” (che ne sa sempre più del regista)

Lo riconosci subito: ha una postura rigida, il mento leggermente sollevato e un’espressione che oscilla tra il nostalgico e il profondamente deluso.

  • Segni particolari: Sospira nei momenti chiave e scuote la testa a tempo con le battute.

  • Frase tipica durante l’intervallo: «Ricordo la messinscena del Maestro Strehler a Berlino nell’89… tutta un’altra poesia!…»

  • Come gestirlo: Annuisci piano, sfoggia uno sguardo vago e intellettuale e poi scappa al bar a prenderti un caffè prima che inizi il secondo atto.

2. Il “Sinfonico delle Caramelle”

Questo personaggio possiede un talento sovrannaturale: sviluppa un attacco d’ansia per una caramella al mentolo esattamente nel momento di massimo silenzio e tensione drammatica.

  • Segni particolari: Inizia a scartare la caramella con una lentezza esasperante, convinto che fare le cose piano elimini il rumore. Sferruz-sferruz-crac. Spoiler: moltiplica solo l’agonia del pubblico circostante.

  • Bonus Tragico: Il Tossitore Seriale. Spesso possiamo prevedere chi sarà il Sinfonico individuando subito chi, in platea, farà partire il primo colpo di tosse. Sta benissimo per tutto il giorno, ma appena l’attore principale prende fiato per il monologo tragico, parte una tosse bronchiale da far tremare i palchi superiori. La caramella, infatti, serviva a placare la crisi… fallendo miseramente.

  • Variante moderna: Il suo parente stretto è L’Uomo della Luce, ovvero colui che non ha spento il cellulare e illuminerà la quinta fila con uno schermo a luminosità 100% per controllare le notifiche di WhatsApp.

  • Come gestirlo: Offrigli una mentina già scartata prima che si alzi il sipario (o una confezione di sciroppo). Consideralo un investimento per la tua salute mentale.

3. L’Entusiasta della Prima Fila

L’esatto opposto del Critico. Lui è lì per divertirsi, supportare l’arte e, soprattutto, farsi notare dagli attori.

  • Segni particolari: Ride a crepapelle anche alle battute tragiche, sussulta vistosamente ad ogni colpo di scena ed è il primo a scattare in piedi per la standing ovation, battendo le mani con la foga di chi sta cercando di rianimare un pinguino.

  • Frase tipica a fine spettacolo: «Bravissimi! Geniali! Capolavoro! Da brividi!» (lo dice anche se lo spettacolo era una recita parrocchiale sul ciclo dell’acqua).

  • Come gestirlo: Lasciati contagiare! In fondo, la sua energia è un po’ molesta, ma è incredibilmente tenera ed è ciò che rende vivo il teatro.

E tu, che tipo di spettatore sei? La prossima volta che si spengono le luci, dai un’occhiata a chi hai vicino: potresti scoprire di essere seduto accanto a un mito del folklore teatrale!

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