Stati d’animo: questi sconosciuti!

Stati d’animo: questi sconosciuti!

Si apra l’asta! Rabbia! Amore! Gioia! Tristezza! Chi offre di più?

Non so voi, ma io ho sempre fatto più fatica a portare in scena certi sentimenti piuttosto che altri. Ad esempio: la gioia e la tristezza sono due sentimenti che mi è sempre stato semplice richiamare alla mia memoria emotiva e riprodurli su un palcoscenico. Al contrario, la rabbia è sempre stato un sentimento ostico per me, perchè nel mio quotidiano non sono abituata ad arrabbiarmi come si deve, quindi diciamo che non so bene come si faccia. Ma in generale altri sentimenti e stati emotivi mi mettono più in difficoltà di altri e non sempre mi è chiaro il perchè…

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RESPIRARE

RESPIRARE

Tante volte ormai abbiamo detto che, nello studio di un personaggio, è tanto importante la parola quanto il corpo.

Ma detto ciò, c’è un elemento importante quanto, se non più dei due appena citati, che è necessario e indispensabile prendere in considerazione quando si lavora su un personaggio e, soprattutto, sulle emozioni che dovremo vivere in scena: il respiro.

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Guardarsi negli occhi fa paura…

Guardarsi negli occhi fa paura…

Durante le lezioni del nostro corso di recitazione, ci capita di trovarci immersi in esercizi e giochi teatrali in cui ci troviamo “costretti” a guardare negli occhi un’altra persona. A guardarla teneramente, dolcemente, con rabbia, con sospetto, con curiosità, amorevolmente, con tristezza…

Indifferentemente dall’indicazione emotiva che viene data, ci viene comunque difficile sostenere lo sguardo di qualcun altro. E non è detto che se è uno sconosciuto ci venga più difficile che se fosse qualcuno che conosciamo bene. I nostri allievi sanno perfettamente di cosa sto parlando! ;P

Ma perchè guardarsi negli occhi è così difficile? Read more