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Esiste un metodo giusto per costruire uno spettacolo?

Esiste un metodo giusto per costruire uno spettacolo?

Esiste un modo “giusto” di recitare, interpretare un personaggio, costruire una scena o un intero spettacolo…?

Mettiamo caso che, con i corsisti del nostro corso di teatro, ci troviamo alle prese con la messa in scena dello spettacolo di fine anno: sarà giusto iniziare con delle improvvisazioni sul tema? O forse prima sarebbe opportuno leggere a tavolino il copione? E le battute dovrò saperle tutte a memoria prima ancora di iniziare a lavorare con gli altri o forse è meglio non affrettare la memoria e aspettare di capire come il regista vuole il personaggio? E’ meglio essere propositivi e suggerire soluzioni di messa in scena, dare libero sfogo alla fantasia, aggiungendo particolari ai personaggi e alle situazioni sceniche? Oppure è meglio attenersi pedissequamente a quello che l’autore ha scritto?

Capite bene che è una domanda difficile a cui rispondere. La risposta può essere estremamente soggettiva!

Ecco quindi che ciò che scriverò di seguito è il mio personalissimo punto di vista a riguardo e che, chiunque voglia commentare, aggiungere, togliere, stravolgere, contestare o confermare, può lasciare il suo commento a fondo articolo! Sarà senz’altro più che benvenuto 😉

A mio avviso, non c’è un metodo giusto per la costruzione di uno spettacolo. Più che di ciò che è giusto fare, parlerei piuttosto di ciò che funziona. E tutto può funzionare come niente può funzionare, a seconda di moltissime variabili: il tipo di spettacolo, gli attori e il regista con cui si lavora, il tempo che si ha a disposizione, gli obiettivi della messa in scena, i mezzi tecnici ed economici… Insomma, uno stesso metodo di lavoro può essere funzionale in alcuni casi, ma non in altri. O può funzionare solo per alcuni, ma non per altri.

Penso che la cosa più importante sia essere malleabili e pronti a cambiare prospettiva, punto di vista. Aprirsi alle proposte che vengono dagli altri ed essere disponibili a rinunciare ad alcune proprie idee, alle quali magari ci si è anche affezionati.

Un unica domanda, per quanto mi riguarda, bisognerebbe costantemente porsi: quello che sta accadendo in scena, funziona?

Se la risposta è SI’, allora probabilmente si sta lavorando in modo opportuno per quella messa in scena. Se invece qualcosa non ci convince, allora bisogna fare un passo indietro e cercare un altro modo di far funzionare tutto al meglio.

Ma per chi deve funzionare?

Beh… per tutti! Per gli attori, innanzi tutto, che devono sentirsi “comodi” e a proprio agio in quello che stanno facendo. Per il regista, che ha la visione d’insieme più completa. Per il pubblico, che si aspetta di provare sensazioni emotive stimolanti già ad una prima visione e spunti di riflessione interessanti per i giorni a seguire. E anche per l’autore, se ha la possibilità di vedere messo in scena la sua opera, che conosce meglio di tutti ogni piccolo particolare del testo e dei personaggi da lui creati.

E voi cosa ne pensate a riguardo?

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